Gli italiani usano sempre di più la radio digitale, senza saperlo

Il sistema di trasmissione Dab+ dal 2020 è integrato su tutte autoradio ma pochi sanno esattamente di cosa si tratta e quali vantaggi comporta.

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Il 13 febbraio ricorre la Giornata mondiale della radio e quindi si celebra l’anniversario della prima trasmissione radio dell’Onu nel 1946. È quindi il momento ideale per fare il punto sulla diffusione della tecnologia più all’avanguardia: il Dab (digital audio broadcasting). È poco nota al grande pubblico, sebbene impiegata quotidianamente da milioni di italiani. A loro insaputa durante il cosiddetto drive time ne scorrono le frequenze sulle autoradio. Dal 2020 infatti tutte le automobili acquistate in Europa montano obbligatoriamente sistemi Dab (in realtà Dab+) e anche Fm.

L’Fm però non è ancora destinato al pensionamento. “Posso assicurare che non si è mai parlato di switch off o switch over della radio analogica, semplicemente il Dab è considerata una tecnologia complementare. Anche se in effetti ci sono mercati europei, come Svizzera e Norvegia, dove si sono compiute scelte diverse“, assicura a Wired Massimiliano Montefusco, direttore generale Rds 100% Grandi Successi.

Cos’è il Dab

Il Dab è una tecnologia che in realtà risale agli anni ’80 ma l’Italia per scelta, e forse anche un po’ di indolenza, ha puntato direttamente sul Dab+. In pratica, rispetto alla prima versione vanta una maggiore qualità del segnale, impiega un l’algoritmo di compressione (eAac+) più efficiente e resiste meglio ai possibili disturbi. I vantaggi per le radio sono di poter quasi triplicare il numero di stazioni (12-24) in un singolo multiplex; in analogico invece a ogni frequenza corrisponde a una stazione.

Senza contare la possibilità di attivare servizi multimediali, abbinare testi o immagini alla riproduzione musicale. Però se davvero si volesse ridurre questa tecnologia a due elementi chiave, per i consumatori, basterebbe fare riferimento alla qualità audio simile a un cd e alla comodità di non dover cambiare frequenza per ascoltare la propria stazione preferita quando ci si sposta nel paese.

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La copertura Dab+ in Italia

Secondo il consorzio internazionale WorldDab la copertura combinata delle trasmissioni regolari e sperimentali raggiunge l’86% della popolazione italiana. Questo è possibile anche perché moltissime radio e autoradio supportano sia l’Fm che il Dab+, con tanto di logo identificativo sulle confezioni e a volte sugli apparecchi.

Alla data del 10 aprile 2022, risultavano dichiarati al catasto 35.565 impianti di radiodiffusione attivi, dei quali 18.095 di tipo televisivo digitale, 570 di tipo radiofonico digitale (Dab) e 16.900 di tipo radiofonico analogico in banda Fm. I multiplex nazionali sono tre: Rai con 18 siti di trasmissione di RaiWay, Dab Italia (di cui fa parte Rds) con circa 165 siti di trasmissione in onda e EuroDab Italia con 40 siti. Complessivamente coprono quasi tutta la penisola e le principali strade a autostrade italiane.

In Italia la copertura si è sviluppata soprattutto considerando l’outdoor e in effetti il 70% dell’ascolto avviene mediamente in auto. Oggi si contano circa 10,5 milioni di possessori di ricevitori compatibili, tra domestici e automobilistici“, sottolinea Montefusco. Però come ricorda nuovamente WorldDab a giugno 2022 risultavano poco meno di 5 milioni di veicoli circolanti italiani dotati di Dab+ su un parco circolante di poco meno di 40 milioni.

Gli impianti Fm e Dab+ spesso non coincidono, però se il primo diffonde un solo canale radiofonico, il secondo ne può gestire fino a 12: “La modalità ibrida vede le autoradio agganciare prima il Dab, se poi in galleria ad esempio si manifesta un problema di copertura il sistema passa all’Fm e in caso di interferenze arriva l’Ip[internet protocol, ndr] della connessione mobile. L’ascoltatore non deve fare nulla, è tutto automatico – spiega Montefusco -. Contemporaneamente Dab e Ip sono in grado di offrire copertina, titolo di un brano, geolocalizzazione e servizi a valore aggiunto come ad esempio un coupon per un acquisto“.

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