Ragusa (SIC) | Neonato abbandonato alla nascita: dopo tre anni dovrà tornare dai genitori naturali


Un bambino di tre anni, abbandonato alla nascita a in un sacchetto per la spesa dai suoi genitori naturali, dovrà fare ritorno a loro secondo la decisione del Tribunale per i minorenni di Catania. Tale pronuncia si basa su una sentenza della Cassazione, contro la quale i genitori affidatari hanno presentato ricorso. Nonostante entrambi i genitori biologici siano accusati del reato di abbandono di minore, con il padre già condannato a due anni di reclusione e la madre che dovrà rispondere dell'accusa il 9 febbraio, i giudici hanno ordinato il ritorno del bambino dalla madre entro il 28 dicembre.

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La vicenda ha avuto inizio il 4 novembre 2020, quando il padre aveva simulato di ritrovare il bambino davanti al suo negozio, chiamando poi i soccorsi. Dopo essere stato portato in ospedale, il bambino è stato salvato e affidato a una famiglia nel Siracusano, la stessa famiglia che ora si vede privata del bambino che ha accudito per tre anni.

L'avvocato della coppia ha commentato la situazione, sottolineando il fallimento del tempo della giustizia e l'importanza degli ultimi tre anni nello sviluppo del bambino. La madre naturale, proveniente da una relazione extraconiugale con altri due figli, ha sempre sostenuto di non aver abbandonato il bambino ma di averlo affidato al padre per portarlo in ospedale.

Nonostante la petizione su Change.org, chiamata “Lasciate Miele con la sua mamma e il suo papà”, abbia raccolto oltre 2mila firme a favore della permanenza del bambino con la famiglia affidataria, la decisione del Tribunale ha stabilito il ritorno del bambino dai genitori naturali. La petizione fa anche appello alla Commissione Onu per i diritti del fanciullo, invocando la corretta applicazione della legge 184/1983, che, secondo i genitori affidatari, non prevederebbe il riconoscimento tardivo da parte della famiglia biologica né la revoca dello stato di adottabilità del bambino.

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